venerdì 12 ottobre 2018

Ultime letture #7

Cari lettori, spero siate tornati ben ringalluzziti da queste vacanze e abbiate ripreso la vostra routine di sempre perché adesso vi aspetta un'altra carrellata di libri della rubrica ultime letture. Non scoraggiatevi: sono solo quattro titoli.
Iniziamo! 



Maschio Bianco Etero, John Niven 
Einaudi, 13€
★ ★

Niven è un autore che mi ha sempre affascinata, soprattutto con la sua penultima pubblicazione Le solite sospette. Non riuscendo però a reperirlo - sempre altri titoli si sovrapponevano a questo - ho optato per un'altra variante che comunque prometteva di regalare lo stesso spirito goliardico che contraddistingue le opere di Niven, Maschio banco etero. 
Maschio bianco etero parla del classico americano straricco che lavora a Hollywood, con l'unica eccezione il protagonista di origine sia irlandese. Questo è importante perché il richiamo della Patria - nella fattispecie della famiglia - lo riporterà proprio indietro in Europa, dove si scoprirà un po' più fragile di quanto credesse. In realtà, questo libro va davvero poco oltre le aspettative appena citate: tutto quello che leggerete comporterà tutti i più classici clichés che potrete ben attendervi dalla trama, con una dose massiccia di eccessi che stancano dopo poco, come se tutto fosse un diversivo per non dire niente di concreto, alla fine. Si fa leggere, ma non lo consiglio. Lascia ben poco. 




 Mattatoio n. 5, Kurt Vonnegut 
Feltrinelli, 9€
★ ★

Vonnegut è uno degli autori contemporanei più amati, e Mattatoio n. 5 il suo titolo più discusso. Come sempre accade con tutti i titoli più discussi, questi non rientrano nelle mie corde. Non fraintendetemi. Sicuramente riconosco in Vonnegut la "stoffa del campione", ma non credo si addica a me. Più nello specifico, con Mattatoio n. 5 Vonnegut si ripropone di parlare del bombardamento di Dresda (città rasa al suolo durante la Seconda Guerra Mondiale) con, per quanto mi riguarda, un'eccessiva dose di fantasia che mi ha precluso la possibilità di godermi appieno la lettura. E' come se non ci fosse un confine reale tra storia e immaginazione, rendendo a tratti la lettura anche un po' ma che cos... , tipo la presenza degli alieni ad un certo punto della narrazione o continui - fin troppo - sbalzi temporali. Mattatoio n. 5 è peculiare, sia nel racconto che nella scrittura, e o lo si ama o lo si odia.





L'assassinio di Roger Ackroyd, Agatha Christie
Mondadori, 12€
★ ★ ★ ★ ★

Meno male che ci pensa la mia Agatha a risollevarmi il morale!
L'assassinio di Roger Ackroyd è stato definito tra i gialli migliori di sempre, e non posso far altro che confermare questa ipotesi. 
King's Abbot, assassinio, Poirot. Deve bastarvi questo. Come sempre, la Christie si dimostra magistrale nella narrazione, brillante nell'esposizione e nell'epilogo. Unica nel suo genere.
Da leggere assolutamente. 









La camera azzurra, Georges Simenon 
Adelphi, 10€
★ ★ ★ ★

Sicuramente Simenon non ha bisogno della mia presentazione.
Grande giallista francese, amato in ogni dove, con la Camera Azzurra credo abbia trovato un ulteriore successo.
E' la storia di due amanti, tra passione, intrighi e omicidi in una Francia retro.
Lo ammetto, data la mia avversione ai romanzi chiacchierati, questo mi ha sorpresa: la scrittura di Simenon si è dimostrata elegante, pulita ma non per questo pesante; sa coinvolgere e ammaliare, convinta che se non fosse stato per la sua penna la trama mi avrebbe terribilmente annoiata. 

lunedì 17 settembre 2018

I film più iconici citati in How I Met Your Mother

Ho iniziato il mio ennesimo rewatch di How I Met Your Mother, una delle mie serie tv del cuore, e ciò che mi è balzato agli occhi è stata la caterva di menzioni a diversi film d'autore americani che hanno reso questa serie tv ancora più iconica.

Vi va di conoscerne almeno tre?


WEEKEND CON IL MORTO
 
 



Weekend con il morto è il sogno proibito di Barney.
Come saprà bene chi ha visto la serie, Barney è un noto latin lover, e gran studioso di tutte le tattiche possibili per poter conquistare una donna...per una notte. Da qui l'idea di creare un play book, un libro in cui raccogliere tutte le messe in scena per affascinare l'altro sesso. Si tratta, infatti, di veri e propri giochi di ruolo in cui Barney si cimenta impersonando uomini di fantasia (direttore della SNASA) e non (figlio di Barack Obama) e che, ci crediate o no, funzionano praticamente sempre.
Il sogno proibito di Barney sarebbe mettere in atto Weekend con il morto (titolo originale Weekend at Bernie's, richiamo col proprio nome che Barney avrà occasione di sottolineare), ispirandosi all'omonimo film diretto da Ted Kotchell in cui due ragazzi scoprono il cadavere del proprio capo nella casa sulla spiaggia in cui sono stati invitati per il fine settimana, e nonostante ciò continuano a fare festa con la gente del posto portando la salma in giro come se in realtà fosse vivo, senza che nessuno si accorga di nulla. La sua più grande aspirazione sarebbe fare il morto, aiutato dalle spalle di Ted e Marshall, e cuccare comunque.

 
 




 STAR WARS 


Se vi sarà capitato di vedere almeno una manciata di episodi, non avrete non potuto cogliere alcune delle infinite citazioni riferite ad una delle saghe più epiche di sempre: Star Wars.
Amata dai protagonisti (da intendersi la trilogia originale, il prequel...no), i film scaturiti dalla mente di George Lucas sono un vero e proprio must imprescindibile, perché se non l'apprezzate, non avrete alcuna possibilità di entrare nel gruppo.
Dall'amore per gli Ewok (che all'evenienza diventano anche un ottimo strumento per misurare l'età delle donne), allo stormtrooper presente in casa di Barney, questa saga è il collante che tiene legati soprattutto i tre protagonisti maschili, a tal punto che ogni tre anni si sono ripromessi di riguardarla per non perdersi mai di vista nel caso in cui la vita li avesse allontanati.
Non vi ho detto, però cosa sia Star Wars, anche se non credo alla fine ci sia davvero bisogno di specificarlo, ma lo farò comunque, per i più sfortunati che ancora non hanno visto la saga.
Star Wars è la più grande saga fantasy di sempre che ha per protagonisti Luke Skywalker (Mark Hamill), Leila Organa (Carrie Fisher) , Han Solo (Harrison Ford), Chewbecca ( Peter Mayhew) e Darth Vader (David Prowse). Vanta uno dei fandom più numerosi e innumerevoli collezionisti al seguito che sono rimasti incantati dai duelli con le spade laser, in una battaglia eterna tra lato chiaro e lato scuro.



KARATE KID






 
Ancora una volta, qui c'è lo zampino di Barney.
Karate kid è un film, come è già facilmente intuibile dal titolo, sulle arti marziali.
Abbiamo un protagonista, Daniel LaRusso (Ralph Macchio) , e Johnny Lawrance (William Zabka)  , il suo antogonista. Insomma, ancora una volta scontro tra bene e male, e secondo voi da chi parte starà Barney? Ma con Johnny, naturalmente, scatenando scompiglio fra i suoi amici: chi è che ha mai tifato per il bulletto Johnny, così come ha prontamente chiesto anche Ted?
Ora lo sappiamo.  

 
 


lunedì 4 giugno 2018

Ultime letture #6

Sono in pari con i libri da recensire?
Ovviamente...no.
Iniziamo,va!


Se una notte d'inverno un viaggiatore, Italo Calvino
Mondadori
★ ★ ★ ★

L'incontro con Se una notte d'inverno un viaggiatore, è stato a dir poco magico.
Ero in libreria. Apro il romanzo, inizio a leggere le prime righe...ed è stato subito amore. Cosa succederebbe se voi acquistaste un libro, e non riuscireste a portarlo a termine per una serie di vicissitudini che si mettono fra voi e lui? E' questa la storia dei due protagonisti, il Lettore e la Lettrice, che più largamente incarnano il profilo di ognuno di noi. E' un viaggio che ci racconta chi siamo attraverso i libri, passando dalla Russia all'Oriente, dal freddo al caldo, dall'amore all'odio. Una raccolta di racconti (che può essere letta anche come romanzo) eccelsa in cui si evince tutta la maestria di Calvino.
Non sono molto per il genere fantastico, ma se c'è uno scrittore che è riuscito a farmelo apprezzare, è proprio lui.



Blonde, Joyce Carol Oates
Bompiani
★ ★ ★ ★ ★ 

Secondo incontro con la Oates, questa volta con una biografia romanzata, quella di Marilyn Monroe.
Vorrei potervi dire quanto sia stata brava la Oates a scrivere di Marylin come Marilyn (il romanzo è narrato in prima persona). Tutta la sua storia, tutti gli eventi tra i più importanti che l'hanno vista come protagonista, raccontati con malinconia, solitudine, frustrazione, fragilità e sensibilità unica.
Sembra quasi di averla conosciuta, una volta girata l'ultima pagina, e di aver voluto tanto essere lì vicino a lei a sostenerla in una vita che non è stata ciò che  ne viene banalmente descritto nei giornaletti scandalistici.
E' stata una stella, tra le più belle, e se avete voglia di conoscere Norma Jean (suo vero nome) e distaccarvi dal personaggio Marilyn, questo libro fa decisamente per voi.
Capolavoro.





Amsterdam, Ian McEwan
Einaudi
★ ★

Due uomini al funerale della propria amante, insieme al marito di quest'ultima.
Da qui osserviamo il diramarsi di tre vite, che porteranno a un tragico finale.
Purtroppo, anche questo romanzo di McEwan non mi ha colpita.
Esercizio di stile, piattume totale fino alle ultime pagine, zero enfasi ed empatia con i personaggi.
Per me è un no.







Musica, Yukio Mishima
Feltrinelli
★ ★ ★ ★

Musica era uno dei titoli che mi ispirava della promozione Feltrinelli due titoli a 9.90€ (la trovate ancora in libreria) e anche con questo è stato un colpo di fulmine. Ho iniziato a leggere qualcosa da casa in digitale, tra le anteprime che sono disponibili nei negozi di e-commerce, e dovevo avere il libro tra le mie mani. Una volta iniziato, non sono più riuscita a metterlo giù.
Una ragazza che non riesce più a sentire la musica (intesa come orgasmo), si rivolge ad uno psicoanalista perché ne possa dedurre le cause, il dott. Kazunori.
E' stata davvero una bella lettura. Le parti in cui si analizza la paziente sono estremamente interessanti, e come ho già detto, non sono riuscita a staccare gli occhi dal romanzo.
Consigliatissimo.





mercoledì 16 maggio 2018

Ultime letture #5

Sono una procrastinatrice dichiarata, come ormai è largamente risaputo, e sono qui per mettermi in pari con le ultime letture degli ultimi mesi.
Iniziamo subito!



Splendore, Margaret Mazzantini
★ ★ ★ 

Inconsapevolmente, dopo Chiamami col tuo nome mi sono imbattuta in una storia analoga a quella di Elio e Oliver, ma decisamente molto più tragica.
Si parla di Guido e Costantino, in questo caso, della loro crescita a livello personale e di come affronteranno nelle rispettive vite la loro omosessualità.
Mentre in Chiamami col tuo nome l'omosessualità non viene affrontata come un problema, perché l'amore tra Elio e Oliver si racconta (come dovrebbe essere sempre) senza pregiudizi di alcun tipo, qui si scoprono gli ostacoli che per tutta la vita impediscono ai due protagonisti di mettersi a nudo totalmente, che sia a causa della loro stessa mancanza di coraggio ad intimidazioni omofobe a carico di terzi.
E' una storia tenera, straziante, che la Mazzantini racconta con molta sensibilità, anche se non così brillante come speravo.
Senza ombra di dubbio, comunque, Guido e Costantino sono due personaggi che resteranno nei nostri cuori per molto tempo, ricordandone le sofferenze anche al solo rievocare i loro nomi






Tu non mi conosci, Joyce Carol Oates
★ ★ ★ ★ 

E' nato un amore!
Primo incontro con la Oates, una della scrittrici americane più prolisse degli ultimi anni. Tu non mi conosci è una raccolta di racconti in cui affronta i temi che contraddistinguono la sua ricca produzione bibliografica: amore, odio, violenza, stupri, ossessioni etc.
Ok, detto così sembra di leggere il circo degli orrori, ma sono racconti variegati in cui la parola chiave resta comunque l'estremo raccontato in ogni sua forma. Si, questa forma raggiunge, spesso e volentieri, un lato grottesco del racconto, ma è questa la Oates. Con la sua penna lucida e raffinata, riesce descrivere minuziosamente delle situazioni grottesche senza mai cadere nel pesante.
Sicuramente consiglio questa raccolta di racconti a chi non si è mai approcciato alla Oates, e vuole conoscere in poche pagine il profilo di una delle scrittrici più prodigiose di sempre.




Il vecchio e il mare, Ernest Hemingway

★ ★ 

Santiago non pesca più nulla da più di ottanta giorni, ormai. Così decide di imbarcarsi per mettere fine a questi giorni di digiuno; digiuno, che sarà poi una metafora anche dei silenzi della vita. E'questo uno dei più grandi capolavori attribuibili a Ernest Hemingway, forse lo scrittore americano per eccellenza?
Purtroppo questo incontro con Hemingway non è andato come speravo.
Aspettative altissime, che però non hanno incontrato i miei gusti.
Per tutta la lettura non sono riuscita a empatizzare con la lotta metaforica di Santiago, che si basa tutta sulla pesca e che non è riuscita a coinvolgermi, probabilmente anche grazie al fatto di non essere riuscita a vedere oltre.
Più che una metafora della vita, l'ho letta come una vera e propria ode alla pesca, al mare, troppo tecnica perché possa essere apprezzata solo dai veri amanti del genere.



1984, George Orwell
★ ★ ★ ★ 

1984, il capolavoro della distopia narrativa.
Questo libro è davvero spaventoso nella sua maniera di riuscire a prevedere situazioni politiche che silenziosamente si stanno facendo spazio in questi anni, e non ho fatto fatica a vedere nel Grande Fratello che tutto vuole vedere e tutto vuole controllare, una delle voci politiche che sta insorgendo nella nostra penisola. Quello che mi ha fatto ancor più paura, è stato come nonostante la società totalitaria che viene descritta in questo romanzo abbia degli oppositori, questi siano neutralizzati non attraverso la violenza, non attraverso la guerra, ma attraverso una perversa forma di plagio psichico.
Fake news, lavaggi del cervello su cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, continui cambi di posizione a livello bellico e giornalistico, vi dice nulla sulla nostra situazione odierna? Esempio: oggi il Grande Fratello è in guerra con l'Eurasia, domani cambia idea e lo è con l'Estasia. Cosa succede? Cambiano tutti i titoli dei quotidiani stampati e archiviati degli ultimi anni perché nessuno possa avere memoria di ciò che è stato, e anche se l'avesse, andando a controllare di registri non risulterebbe nulla che possa avere un riscontro con i propri dubbi. Uno dei signori impiegati negli uffici addetti a questi cambi di stampa è proprio Smith, il nostro protagonista, che realizza ci sia qualcosa che non va nel sistema. Si opporrà, si, ma ce la farà?
Vi invito fortemente a leggere questo romanzo, e riflettere altrettanto su quella che è oggi la nostra situazione politica. Non assorbite come spugne tutto ciò che vi viene raccontato: raggiungete alle vostre conclusioni, qualsiasi esse siano, sempre con la vostra testa.







lunedì 26 marzo 2018

Ultime letture #4

Come sapete, in questa rubrica chiacchiero sulle mie ultime letture.
Quindi, senza indugiare in ulteriori perdite di tempo, iniziamo!


Chiamami col tuo nome, André Aciman
★ ★ ★ ★ ★ 
Pensavo di avventurarmi in una lettura da stacchiamo la spina , invece si è rivelata più di questo. Un incontro indimenticabile, che ha segnato non solo la storia d'amore tra Elio e Oliver, in un'estate  degli anni '80 a B. (luogo non precisato) , ma anche me. Una storia d'amore, una storia di vita.
Ho approfondito il mio pensiero in una recensione a parte che potrete trovare qui , con allegate anche citazioni tratte dal romanzo, più crisi mistiche varie.







Sfida a Poirot, Agatha Christie
★ ★ ★ 
La Christie non può mancare. Questa volta ho fatto la conoscenza di Poirot alle prese con un misterioso caso di omicidio, in cui sono coinvolti direttamente un agente del controspionaggio inglese e una ragazza chiamata a battere a macchina in un appartamento in quel di Crowdean. Sarà lei a scoprire il corpo proprio qui, ma qual è l'identità di questo corpo?
La scrittura della Christie è sempre magistrale, ma purtroppo questo caso non mi ha convinta molto. Molte cose mi hanno lasciata perplessa, soprattutto nel finale. Sicuramente, però, ci rifaremo! Vero, Poirot?






Il miglio verde, Stephen King
★ ★ ★ ★ 
Sicuramente molti di voi conosceranno questa storia per il film, ma io ho fatto la conoscenza di John Coffey tramite le parole di Stephen King.
John Coffey è uno dei condannati alla sedia elettrica residente al penitenziario di Could Mountain, e lo seguiremo fino alla fine dei suoi giorni. Conosceremo la sua storia, il motivo della sua permanenza, tutto attraverso le parole di uno degli agenti del penitenziario, grazie al quale scopriremo che Coffey potrebbe esser stato condannato per un reato non commesso. E allora, chi è il colpevole?
King, in questa sua prova, riesce ad unire l'aspetto thriller a quello drammatico, creando delle situazioni che inevitabilmente ci porteranno a interrogarci su cosa conti davvero essere nella vita. Una storia avvincente, tagliente, scritta con la solita maestria del re dell'horror, che non a caso è stata definita una delle migliori nate dalla penna dell'autore.





La sottile linea scura, Joe R. Lansdale
★ ★ ★ ★ ★ 
Questo libro è stato davvero una sorpresa. Ho sempre sentito parlare bene di Lansdale, ma non pensavo potesse colpirmi così tanto. E' la storia di un ragazzo texano alla fine degli anni '50 che aprendosi al mondo scopre cosa questo possa riservagli. Scoprirà l'amicizia, l'amore, la morte, sarà testimone di episodi di violenza domestica e sessuale, così come di discriminazioni razziali.
Conosceremo la sua famiglia, i suoi amici, il drive in dove lavora insieme al padre, concentrandoci soprattutto in questi anni ma seguendoli fino in età adulta. Uno spaccato d'America a dir poco eccezionale che mi ha segnata profondamente, tanto che dalla fine di questo libro nessuno sembra più reggerne in confronto.














martedì 13 febbraio 2018

SERIE TV| Girls




Non ho mai parlato di serie tv in questo spazio, non perché io non ne segua o non ne abbia delle preferite. E' che forse non ne avevo mai vista una che avesse avuto un forte impatto su di me tale da spingermi a scrivere. E si, qualche volta ci si è messo in mezzo anche l'ostacolo della procrastinazione.

In caso caso, oggi mi trovo qui per parlare di Girls.

Girls è una serie tv americana prodotta tra il 2012 e il 2017 da Lena Dunham, che veste anche i panni della protagonista, Hannah Horvath, una ventiquattrenne a cui i genitori comunicano di non voler più provvedere al suo sostentamento economico, e che si troverà perciò costretta a trovare da sola le risorse attraverso cui sopravvivere.

Nasce così il viaggio grazie al quale assistiamo alla crescita di Hannah, o meglio, al suo passaggio da ragazza a donna, tra coinquiline, amiche, amori e amanti. I temi trattati sono molteplici: ricerca di sé, amor proprio (Hannah è una ragazza sovrappeso che inizialmente prova fatica ad accettare il proprio corpo) , rapporti con la famiglia e non solo.

Ciò che mi colpisce, di questa serie, è l'incapacità di classificarla. Non è una semplice commedia drammatica, è un racconto senza filtri di ciò che è davvero la vita, senza scelte o epiloghi scontati.
E' imprevedibile, vera, senza maschere. Ogni episodio non sai mai dove ti potrà portare e questo genera non solo sorprese per ogni stagione, ma anche confusione. I protagonisti, infatti, non si muovono secondo degli schemi, dei cliché che siamo stati abituati a vedere nei soliti teen drama - dove alla fine si capisce dove si voglia andare a parere  - ma è tutto una sorpresa anche per loro che sono costretti a cambiare i propri piani ogni volta che la vita li mette davanti a qualcosa di diverso rispetto a quello che hanno sempre sognato.
Quando dico che non ci sono filtri, è perché non ci vengono risparmiate certo scene o dialoghi forti, da atti sessuali ad altri temi scottanti. E' tutto sotto i nostri occhi, tutto quello che viviamo nelle nostre intimità e non diciamo, tutto quello che é sempre stato generalmente omesso dalle camere, ci viene presentato nella più assoluta trasparenza. Forse è proprio questo che mi ha sconvolta di questa serie: il fatto di non essere finzione.

E' un'esperienza particolare, inizialmente sconvolgente, come dicevo (anzi, non smette mai di esserlo) e spesso confusionale, ma alla fine tutti i pezzi tornano al proprio posto. Chiuso l'ultimo episodio, la sensazione che si prova è quella di esser stati scalfiti dentro da tantissimi piccoli pezzi di vetro. Perché il punto da tener presente è che questa serie non punta sul lieto fine, la storia d'amore o il coronamento dell'amicizia eterna, ma ci racconta di una fase della vita che porterà Hannah dall'essere ragazza all'essere donna. Questo comporta delle scelte che lei fa per sé, delle scelte che altri hanno fatto per loro stessi, e quelle che ha fatto la vita per loro. Dei pezzi che si lasciano per strada; altri che si trovano lungo la via.

Credo che questo aspetto sia stato fondamentale per capire perché Girls abbia catturato migliaia di telespettatori sulla HBO in quegli anni, e sul perché la prima stagione abbia vinto due Golden Globe nel 2013 per Miglior serie commedia o musicale e Miglior attrice in una serie commedia o musicale per la Dunham.  
Sul fatto che ci sia stata qualità, sia da un punto di vista direttoriale che attoriale, lo possiamo certificare anche in questi giorni. Adam Driver (nella serie Adam Sackler) è adesso uno dei principali personaggi della nuova trilogia Star Wars (Kylo Ren), candidata anche agli Oscar in ben quattro categorie tecniche nel suo ultimo episodio The Last Jedi, mentre Allison Williams , nei panni di Marnie Machels, è una delle protagoniste di Get Out, pellicola a sua volta candidata in quattro categorie agli Academy Awards.

E la Dunham che fa?
La Dunham, invece, sta tornando in corsa con una nuova serie Camping (sempre per HBO) in cui potremmo vedere prossimamente Jennifer Garner nei panni di una delle protagoniste per la prima volta dopo dieci anni.

sabato 3 febbraio 2018

Ultime letture #3

L'ultima volta mi sono trovata bene a parlare delle mie ultime letture secondo questa metodologia, e da ora in poi credo sia proprio in questa maniera che procederò.
Ecco a voi le mie ultime letture, non più divise per mese, ma scandagliate in ordine cronologico dalle ultime discusse senza una precisa collocazione temporale. Iniziamo!




L'amante giapponese, Isabel Allende
Feltrinelli, 9.50€
★ ★ ★ ★ ★
Una storia d'amore che trascende il tempo e che coinvolgerà tutte le persone intorno Alma Belasco e Ichimei. Li seguiremo da bambini, li vedremo crescere e conosceremo le loro famiglie, i loro amori e il percorso che li porterà insieme alla scoperta di chi siano davvero.
Quello che mi ha colpito di questo romanzo è stata la capacità della Allende di isolarmi da tutto, di portarmi con la testa (e il cuore) prepotentemente sulle pagine, e coinvolgermi in un viaggio ricco di vivide emozioni. Il tutto anche grazie alla sua penna, limpida, semplice e magica.





Piccoli racconti di misoginia, Patricia Highsmith
Bombiani, 7.50€
★ ★ ★ ★ ★
Sapevo la Highsmith sarebbe stata una bellissima scoperta. E così è stato.
Con questa raccolta di racconti, la Highsmith ci parla delle donne. Ma non delle massaie, delle brave mogli o buone amiche, bensì di quelle astute, perfide, senza scrupoli che si nascondono dietro un bel visino d'angelo.
Il tutto incoronato da una scrittura sarcastica, pungente e magnetica.
Tra i miei racconti preferiti: "La mano", "La puttana patentata, ovvero la moglie" e sopra tutti "La fattrice", sconvolgente.





La donna di scorta, Diego De Silva
Einaudi, 10€
★ ★
Ho sempre avuto degli incontri felici con De Silva, da Non avevo capito niente a Mancarsi.  Però questa Donna di scorta mi ha lasciata piuttosto perplessa.
E' la storia di Livio, tipico uomo sposato che per sentirsi ancora virile tradisce la moglie con una ragazza che incontra un giorno per caso tra le vie della città, Dorina. Ho trovato l'approccio alla storia piuttosto maschilista, perché Dorina è davvero la donna di scorta di Livio, che nel frattempo continua la propria storia con la moglie,non mancando certo di servirsi dell'amante per nutrire il proprio ego. La scrittura di De Silva, poi,  non l'ho trovata così brillante, ma troppo indaffarata a giustificare un Livio indifendibile.




Cortesie per gli ospiti, Ian McEwan

Einaudi, 10€
★ ★
Primo approccio con McEwan. Mi aspettavo meraviglie, ma così non è stato.
E' la storia di una coppia in vacanza in una città non precisata, incastrata tra la propria routine e i tentativi per uscirne, dopo tanti anni di convivenza insieme.
A rendere il tutto più movimentato arriva l'incontro con un'altra coppia del posto, che porterà scompiglio e a un epilogo del tutto inaspettato della vicenda.
Ciò che non mi ha convinta è stata la storia, troppo confusa, e la penna di McEwan, che non si sapeva benissimo dove volesse andare a parare. Anche se devo ammettere sia piuttosto bravo nelle descrizioni, questo non è certo servito a salvare il romanzo; almeno, per questa volta.