martedì 13 febbraio 2018
SERIE TV| Girls
Non ho mai parlato di serie tv in questo spazio, non perché io non ne segua o non ne abbia delle preferite. E' che forse non ne avevo mai vista una che avesse avuto un forte impatto su di me tale da spingermi a scrivere. E si, qualche volta ci si è messo in mezzo anche l'ostacolo della procrastinazione.
In caso caso, oggi mi trovo qui per parlare di Girls.
Girls è una serie tv americana prodotta tra il 2012 e il 2017 da Lena Dunham, che veste anche i panni della protagonista, Hannah Horvath, una ventiquattrenne a cui i genitori comunicano di non voler più provvedere al suo sostentamento economico, e che si troverà perciò costretta a trovare da sola le risorse attraverso cui sopravvivere.
Nasce così il viaggio grazie al quale assistiamo alla crescita di Hannah, o meglio, al suo passaggio da ragazza a donna, tra coinquiline, amiche, amori e amanti. I temi trattati sono molteplici: ricerca di sé, amor proprio (Hannah è una ragazza sovrappeso che inizialmente prova fatica ad accettare il proprio corpo) , rapporti con la famiglia e non solo.
Ciò che mi colpisce, di questa serie, è l'incapacità di classificarla. Non è una semplice commedia drammatica, è un racconto senza filtri di ciò che è davvero la vita, senza scelte o epiloghi scontati.
E' imprevedibile, vera, senza maschere. Ogni episodio non sai mai dove ti potrà portare e questo genera non solo sorprese per ogni stagione, ma anche confusione. I protagonisti, infatti, non si muovono secondo degli schemi, dei cliché che siamo stati abituati a vedere nei soliti teen drama - dove alla fine si capisce dove si voglia andare a parere - ma è tutto una sorpresa anche per loro che sono costretti a cambiare i propri piani ogni volta che la vita li mette davanti a qualcosa di diverso rispetto a quello che hanno sempre sognato.
Quando dico che non ci sono filtri, è perché non ci vengono risparmiate certo scene o dialoghi forti, da atti sessuali ad altri temi scottanti. E' tutto sotto i nostri occhi, tutto quello che viviamo nelle nostre intimità e non diciamo, tutto quello che é sempre stato generalmente omesso dalle camere, ci viene presentato nella più assoluta trasparenza. Forse è proprio questo che mi ha sconvolta di questa serie: il fatto di non essere finzione.
E' un'esperienza particolare, inizialmente sconvolgente, come dicevo (anzi, non smette mai di esserlo) e spesso confusionale, ma alla fine tutti i pezzi tornano al proprio posto. Chiuso l'ultimo episodio, la sensazione che si prova è quella di esser stati scalfiti dentro da tantissimi piccoli pezzi di vetro. Perché il punto da tener presente è che questa serie non punta sul lieto fine, la storia d'amore o il coronamento dell'amicizia eterna, ma ci racconta di una fase della vita che porterà Hannah dall'essere ragazza all'essere donna. Questo comporta delle scelte che lei fa per sé, delle scelte che altri hanno fatto per loro stessi, e quelle che ha fatto la vita per loro. Dei pezzi che si lasciano per strada; altri che si trovano lungo la via.
Credo che questo aspetto sia stato fondamentale per capire perché Girls abbia catturato migliaia di telespettatori sulla HBO in quegli anni, e sul perché la prima stagione abbia vinto due Golden Globe nel 2013 per Miglior serie commedia o musicale e Miglior attrice in una serie commedia o musicale per la Dunham.
Sul fatto che ci sia stata qualità, sia da un punto di vista direttoriale che attoriale, lo possiamo certificare anche in questi giorni. Adam Driver (nella serie Adam Sackler) è adesso uno dei principali personaggi della nuova trilogia Star Wars (Kylo Ren), candidata anche agli Oscar in ben quattro categorie tecniche nel suo ultimo episodio The Last Jedi, mentre Allison Williams , nei panni di Marnie Machels, è una delle protagoniste di Get Out, pellicola a sua volta candidata in quattro categorie agli Academy Awards.
E la Dunham che fa?
La Dunham, invece, sta tornando in corsa con una nuova serie Camping (sempre per HBO) in cui potremmo vedere prossimamente Jennifer Garner nei panni di una delle protagoniste per la prima volta dopo dieci anni.
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sabato 3 febbraio 2018
Ultime letture #3
L'ultima volta mi sono trovata bene a parlare delle mie ultime letture secondo questa metodologia, e da ora in poi credo sia proprio in questa maniera che procederò.
Ecco a voi le mie ultime letture, non più divise per mese, ma scandagliate in ordine cronologico dalle ultime discusse senza una precisa collocazione temporale. Iniziamo!
★ ★ ★ ★ ★
Una storia d'amore che trascende il tempo e che coinvolgerà tutte le persone intorno Alma Belasco e Ichimei. Li seguiremo da bambini, li vedremo crescere e conosceremo le loro famiglie, i loro amori e il percorso che li porterà insieme alla scoperta di chi siano davvero.
Quello che mi ha colpito di questo romanzo è stata la capacità della Allende di isolarmi da tutto, di portarmi con la testa (e il cuore) prepotentemente sulle pagine, e coinvolgermi in un viaggio ricco di vivide emozioni. Il tutto anche grazie alla sua penna, limpida, semplice e magica.
★ ★ ★ ★ ★
Sapevo la Highsmith sarebbe stata una bellissima scoperta. E così è stato.
Con questa raccolta di racconti, la Highsmith ci parla delle donne. Ma non delle massaie, delle brave mogli o buone amiche, bensì di quelle astute, perfide, senza scrupoli che si nascondono dietro un bel visino d'angelo.
Il tutto incoronato da una scrittura sarcastica, pungente e magnetica.
Tra i miei racconti preferiti: "La mano", "La puttana patentata, ovvero la moglie" e sopra tutti "La fattrice", sconvolgente.
★ ★
Ho sempre avuto degli incontri felici con De Silva, da Non avevo capito niente a Mancarsi. Però questa Donna di scorta mi ha lasciata piuttosto perplessa.
E' la storia di Livio, tipico uomo sposato che per sentirsi ancora virile tradisce la moglie con una ragazza che incontra un giorno per caso tra le vie della città, Dorina. Ho trovato l'approccio alla storia piuttosto maschilista, perché Dorina è davvero la donna di scorta di Livio, che nel frattempo continua la propria storia con la moglie,non mancando certo di servirsi dell'amante per nutrire il proprio ego. La scrittura di De Silva, poi, non l'ho trovata così brillante, ma troppo indaffarata a giustificare un Livio indifendibile.
Cortesie per gli ospiti, Ian McEwan
Einaudi, 10€
★ ★
Primo approccio con McEwan. Mi aspettavo meraviglie, ma così non è stato.
E' la storia di una coppia in vacanza in una città non precisata, incastrata tra la propria routine e i tentativi per uscirne, dopo tanti anni di convivenza insieme.
A rendere il tutto più movimentato arriva l'incontro con un'altra coppia del posto, che porterà scompiglio e a un epilogo del tutto inaspettato della vicenda.
Ciò che non mi ha convinta è stata la storia, troppo confusa, e la penna di McEwan, che non si sapeva benissimo dove volesse andare a parare. Anche se devo ammettere sia piuttosto bravo nelle descrizioni, questo non è certo servito a salvare il romanzo; almeno, per questa volta.
Ecco a voi le mie ultime letture, non più divise per mese, ma scandagliate in ordine cronologico dalle ultime discusse senza una precisa collocazione temporale. Iniziamo!
L'amante giapponese, Isabel AllendeFeltrinelli, 9.50€
★ ★ ★ ★ ★
Una storia d'amore che trascende il tempo e che coinvolgerà tutte le persone intorno Alma Belasco e Ichimei. Li seguiremo da bambini, li vedremo crescere e conosceremo le loro famiglie, i loro amori e il percorso che li porterà insieme alla scoperta di chi siano davvero.
Quello che mi ha colpito di questo romanzo è stata la capacità della Allende di isolarmi da tutto, di portarmi con la testa (e il cuore) prepotentemente sulle pagine, e coinvolgermi in un viaggio ricco di vivide emozioni. Il tutto anche grazie alla sua penna, limpida, semplice e magica.
Piccoli racconti di misoginia, Patricia HighsmithBombiani, 7.50€
★ ★ ★ ★ ★
Sapevo la Highsmith sarebbe stata una bellissima scoperta. E così è stato.
Con questa raccolta di racconti, la Highsmith ci parla delle donne. Ma non delle massaie, delle brave mogli o buone amiche, bensì di quelle astute, perfide, senza scrupoli che si nascondono dietro un bel visino d'angelo.
Il tutto incoronato da una scrittura sarcastica, pungente e magnetica.
Tra i miei racconti preferiti: "La mano", "La puttana patentata, ovvero la moglie" e sopra tutti "La fattrice", sconvolgente.
La donna di scorta, Diego De SilvaEinaudi, 10€
★ ★
Ho sempre avuto degli incontri felici con De Silva, da Non avevo capito niente a Mancarsi. Però questa Donna di scorta mi ha lasciata piuttosto perplessa.
E' la storia di Livio, tipico uomo sposato che per sentirsi ancora virile tradisce la moglie con una ragazza che incontra un giorno per caso tra le vie della città, Dorina. Ho trovato l'approccio alla storia piuttosto maschilista, perché Dorina è davvero la donna di scorta di Livio, che nel frattempo continua la propria storia con la moglie,non mancando certo di servirsi dell'amante per nutrire il proprio ego. La scrittura di De Silva, poi, non l'ho trovata così brillante, ma troppo indaffarata a giustificare un Livio indifendibile.
Cortesie per gli ospiti, Ian McEwan
Einaudi, 10€
★ ★
Primo approccio con McEwan. Mi aspettavo meraviglie, ma così non è stato.
E' la storia di una coppia in vacanza in una città non precisata, incastrata tra la propria routine e i tentativi per uscirne, dopo tanti anni di convivenza insieme.
A rendere il tutto più movimentato arriva l'incontro con un'altra coppia del posto, che porterà scompiglio e a un epilogo del tutto inaspettato della vicenda.
Ciò che non mi ha convinta è stata la storia, troppo confusa, e la penna di McEwan, che non si sapeva benissimo dove volesse andare a parare. Anche se devo ammettere sia piuttosto bravo nelle descrizioni, questo non è certo servito a salvare il romanzo; almeno, per questa volta.
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venerdì 26 gennaio 2018
Chiamami col tuo nome (2018)
Solo qualche giorno fa ci siamo lasciati parlando del romanzo. Oggi parleremo del film.
Sto parlando di Chiamami col tuo nome, pellicola che sta riscuotendo negli ultimi giorni un discreto successo a livello nazionale, soprattutto in seguito alle quattro nomination per cui concorrerà agli Academy Awards 2018. Ma andiamo con ordine.
Chiamami col tuo nome è una pellicola uscita prima nelle sale inglesi e americane tra il periodo rispettivamente di Ottobre e Novembre 2017, ma che ha visto la luce per la prima volta in Italia solo il 25 Gennaio 2018. Il film, come ho già anticipato, ha raccolto critiche tra le più positive a livello internazionale, a tal punto che si prospetta diventare un vero e proprio cult movie del genere.
Ne hanno parlato tutti, da Rolling Stones ai talk americani più gettonati, e questo ha contribuito senz'altro a incoronare la fama di un film che già di per sé cominciava ad essere chiaccherato e apprezzato.
Il film, come già saprà chi ha letto il romanzo (scritto da André Aciman - recensione qui) , racconta di Elio e Oliver, due ragazzi che si conosceranno un'estate degli anni ottanta in Italia e che, tra musica, arte e letteratura, si metteranno in gioco per scoprire chi loro siano davvero.
Le riprese si sono concentrate principalmente a Crema tra il periodo di Maggio e Giugno 2017, ma hanno interessato poi anche alcune parti della Lombardia tra Bergamo e il lago di Garda.
Gli attori chiamati a recitare i rispettivi ruoli di Elio e Oliver sono Timothée Chalamet (22) e Armie Hammer (31) , che si sono conosciuti per la prima volta sul set a Crema.
Occorre fare subito una prima precisazione. Potrebbe sembrare a primo acchito, che il film sia una produzione italiana, ma in realtà non è così. Infatti Guadagnino, che avrebbe voluto produrre il film in patria, non ha trovato nessuno pronto a finanziarlo, così che, per realizzare il suo sogno cinematografico, è dovuto "emigrare in America in cerca di fortuna". E così è stato (per fortuna!).
Il film è stato accolto subito con un forte entusiasmo, e a colpire è stata soprattutto l'interpretazione di Chalamet, che ha incantato tutti gli spettatori d'oltreoceano.
In Italia, come sempre, l'interesse e i meriti sono stati riconosciuti solo successivamente al resto del mondo: il film, infatti, è passato in sordina sino al giorno della candidatura agli Oscar dello stesso, esagerando un clamore che in realtà non dovrebbe appartenerci, dal momento che abbiamo rigettato la produzione del film e la pellicola è tecnicamente di matrice americana... ma sorvoliamo, va'. Ringraziamo perciò Guadagnino per aver persistito e averla fatta i barba a quelli che ,adesso ,si staranno sicuramente mangiando le mani.
Come dicevo, il 23 Gennaio 2018 sono stati resi noti i film che si contenderanno la statuetta il 4 Marzo, giorno di premiazione degli Academy Awards.
Chiamami col tuo nome competirà per:
- Miglior Canzone per Mistery of Love
- Miglior Attore per Timothée Chalamet
- Miglior Film
- Miglior Sceneggiatura Non Originale (a cura di James Ivory)
Piccola precisazione: Timothée Chalamet è l'attore più giovane a concorrere in questa categoria degli ultimi ottant'anni e, oltre a concorrere per Chiamami col tuo nome, lo farà in altre categorie per Lady Bird, altro film candidato che promette meraviglie insieme alla meravigliosa Saoirse Ronan (candidata a sua volta come Migliore Attrice Protagonista). In più, prima de Chiamami col tuo nome, l'ultima candidatura a Miglior Film con regia italiana è datata 1999 con La Vita è Bella di Benigni. Quindi grazie Guadagnino per aver creduto in qualcosa per cui ancora l'Italia non era evidentemente pronta a credere (se non a prendersi i meriti al momento opportuno, ovviamente).
Ma alla fine, dopo tutti questi discorsi tecnici, com'è il film?
Il film merita. Guadagnino è stato davvero capace di ricreare l'Italia degli anni ottanta, tra comparse come la musica di De André e gli spettacoli televisivi di Grillo (si, ci sono anche quelli); tra la natura incontaminata delle campagne di Crema e la gente del luogo.
Il film si alterna tra scene in italiano, in inglese e alcune parti anche in francese (alle quali ha contribuito magistralmente Chalamet, essendo madrelingua per parte di padre francese). Per questo il mio consiglio è, se potete, di recuperare il film in lingua perché vederlo doppiato potrebbe rovinare gran parte della magia della pellicola. In più, un ulteriore consiglio è: leggete prima il romanzo.
Non sono una fanatica del:" Bisogna leggere sempre prima il libro", ma in questo caso credo sia fondamentale. Leggere prima il romanzo vi aiuterà a capire molte scene che altrimenti perderebbero quasi di significato, e in altri casi vi aiuterà a ricostruire la storia di ogni gesto tra i nostri protagonisti spiegato magistralmente dalla penna di Aciman, che saprà ben investigarle attraverso la mente dei nostri uomini (nella fattispecie Elio che è la voce narrante).
Dal libro avrete, inoltre, la possibilità di approfondire anche gli incontri che seguiranno negli anni tra Elio e Oliver (cosa che nel film non accade), ma soprattutto di cogliere una diversa percezione rispetto a quella rilasciata dal film. Infatti sia libro che pellicola raccontano la stessa storia, ma paradossalmente il romanzo sembra lasciare un sapore diverso rispetto a quello del film, probabilmente anche grazie agli incontri che seguono nel corso degli anni dei personaggi e che ci aiutano a collocarli in un lasso di tempo più ampio rispetto a quello meramente adolescenziale.
Una ulteriore precisazione che ci terrei a fare è che voi non andrete a vedere solo una storia d'amore: per riprendere le parole di Armie Hammer in una recente intervista fatta a Rai Uno (in occasione della prima a Roma), si tratta anche di "esistenzialismo e poesia", un modo per scoprire sé stessi e la vita, attraverso l'arte in ogni sua forma e, nella fattispecie, il coraggio di amare.
In ogni caso, Guadagnino ha fatto un ottimo lavoro. E' riuscito a rendere merito al romanzo, a riportare gran parte delle scene sulla pellicola e ad aggiungerne delle nuove. In più, il lavoro degli attori è stato fantastico: non credo altri sarebbe riusciti a far di meglio.
Quindi, film ampiamente promosso.
In tutto questo, però, permettetemi di fare un ulteriore ringraziamento speciale ad André Aciman, senza il quale oggi non staremmo parlando di questo piccolo gioiello.
Grazie alla tua penna, grazie alla tua immaginazione.
Sto parlando di Chiamami col tuo nome, pellicola che sta riscuotendo negli ultimi giorni un discreto successo a livello nazionale, soprattutto in seguito alle quattro nomination per cui concorrerà agli Academy Awards 2018. Ma andiamo con ordine.
Chiamami col tuo nome è una pellicola uscita prima nelle sale inglesi e americane tra il periodo rispettivamente di Ottobre e Novembre 2017, ma che ha visto la luce per la prima volta in Italia solo il 25 Gennaio 2018. Il film, come ho già anticipato, ha raccolto critiche tra le più positive a livello internazionale, a tal punto che si prospetta diventare un vero e proprio cult movie del genere.
Ne hanno parlato tutti, da Rolling Stones ai talk americani più gettonati, e questo ha contribuito senz'altro a incoronare la fama di un film che già di per sé cominciava ad essere chiaccherato e apprezzato.
Il film, come già saprà chi ha letto il romanzo (scritto da André Aciman - recensione qui) , racconta di Elio e Oliver, due ragazzi che si conosceranno un'estate degli anni ottanta in Italia e che, tra musica, arte e letteratura, si metteranno in gioco per scoprire chi loro siano davvero.
Le riprese si sono concentrate principalmente a Crema tra il periodo di Maggio e Giugno 2017, ma hanno interessato poi anche alcune parti della Lombardia tra Bergamo e il lago di Garda.
Gli attori chiamati a recitare i rispettivi ruoli di Elio e Oliver sono Timothée Chalamet (22) e Armie Hammer (31) , che si sono conosciuti per la prima volta sul set a Crema.
Occorre fare subito una prima precisazione. Potrebbe sembrare a primo acchito, che il film sia una produzione italiana, ma in realtà non è così. Infatti Guadagnino, che avrebbe voluto produrre il film in patria, non ha trovato nessuno pronto a finanziarlo, così che, per realizzare il suo sogno cinematografico, è dovuto "emigrare in America in cerca di fortuna". E così è stato (per fortuna!).
Il film è stato accolto subito con un forte entusiasmo, e a colpire è stata soprattutto l'interpretazione di Chalamet, che ha incantato tutti gli spettatori d'oltreoceano.
In Italia, come sempre, l'interesse e i meriti sono stati riconosciuti solo successivamente al resto del mondo: il film, infatti, è passato in sordina sino al giorno della candidatura agli Oscar dello stesso, esagerando un clamore che in realtà non dovrebbe appartenerci, dal momento che abbiamo rigettato la produzione del film e la pellicola è tecnicamente di matrice americana... ma sorvoliamo, va'. Ringraziamo perciò Guadagnino per aver persistito e averla fatta i barba a quelli che ,adesso ,si staranno sicuramente mangiando le mani.
Come dicevo, il 23 Gennaio 2018 sono stati resi noti i film che si contenderanno la statuetta il 4 Marzo, giorno di premiazione degli Academy Awards.
Chiamami col tuo nome competirà per:
- Miglior Canzone per Mistery of Love
- Miglior Attore per Timothée Chalamet
- Miglior Film
- Miglior Sceneggiatura Non Originale (a cura di James Ivory)
Piccola precisazione: Timothée Chalamet è l'attore più giovane a concorrere in questa categoria degli ultimi ottant'anni e, oltre a concorrere per Chiamami col tuo nome, lo farà in altre categorie per Lady Bird, altro film candidato che promette meraviglie insieme alla meravigliosa Saoirse Ronan (candidata a sua volta come Migliore Attrice Protagonista). In più, prima de Chiamami col tuo nome, l'ultima candidatura a Miglior Film con regia italiana è datata 1999 con La Vita è Bella di Benigni. Quindi grazie Guadagnino per aver creduto in qualcosa per cui ancora l'Italia non era evidentemente pronta a credere (se non a prendersi i meriti al momento opportuno, ovviamente).
Ma alla fine, dopo tutti questi discorsi tecnici, com'è il film?
Il film merita. Guadagnino è stato davvero capace di ricreare l'Italia degli anni ottanta, tra comparse come la musica di De André e gli spettacoli televisivi di Grillo (si, ci sono anche quelli); tra la natura incontaminata delle campagne di Crema e la gente del luogo.
Il film si alterna tra scene in italiano, in inglese e alcune parti anche in francese (alle quali ha contribuito magistralmente Chalamet, essendo madrelingua per parte di padre francese). Per questo il mio consiglio è, se potete, di recuperare il film in lingua perché vederlo doppiato potrebbe rovinare gran parte della magia della pellicola. In più, un ulteriore consiglio è: leggete prima il romanzo.
Non sono una fanatica del:" Bisogna leggere sempre prima il libro", ma in questo caso credo sia fondamentale. Leggere prima il romanzo vi aiuterà a capire molte scene che altrimenti perderebbero quasi di significato, e in altri casi vi aiuterà a ricostruire la storia di ogni gesto tra i nostri protagonisti spiegato magistralmente dalla penna di Aciman, che saprà ben investigarle attraverso la mente dei nostri uomini (nella fattispecie Elio che è la voce narrante).
Dal libro avrete, inoltre, la possibilità di approfondire anche gli incontri che seguiranno negli anni tra Elio e Oliver (cosa che nel film non accade), ma soprattutto di cogliere una diversa percezione rispetto a quella rilasciata dal film. Infatti sia libro che pellicola raccontano la stessa storia, ma paradossalmente il romanzo sembra lasciare un sapore diverso rispetto a quello del film, probabilmente anche grazie agli incontri che seguono nel corso degli anni dei personaggi e che ci aiutano a collocarli in un lasso di tempo più ampio rispetto a quello meramente adolescenziale.
Una ulteriore precisazione che ci terrei a fare è che voi non andrete a vedere solo una storia d'amore: per riprendere le parole di Armie Hammer in una recente intervista fatta a Rai Uno (in occasione della prima a Roma), si tratta anche di "esistenzialismo e poesia", un modo per scoprire sé stessi e la vita, attraverso l'arte in ogni sua forma e, nella fattispecie, il coraggio di amare.
In ogni caso, Guadagnino ha fatto un ottimo lavoro. E' riuscito a rendere merito al romanzo, a riportare gran parte delle scene sulla pellicola e ad aggiungerne delle nuove. In più, il lavoro degli attori è stato fantastico: non credo altri sarebbe riusciti a far di meglio.
Quindi, film ampiamente promosso.
In tutto questo, però, permettetemi di fare un ulteriore ringraziamento speciale ad André Aciman, senza il quale oggi non staremmo parlando di questo piccolo gioiello.
Grazie alla tua penna, grazie alla tua immaginazione.
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domenica 21 gennaio 2018
Chiamami col tuo nome, André Aciman
Titolo: Chiamami col tuo nome
Autore: André Aciman
Casa editrice: Guanda
★ ★ ★ ★ ★
"«Dopo!» La parola, la voce, il modo. Non avevo mai sentito nessuno salutare così. Il suo Dopo! suonava duro, secco, sbrigativo, pronunciato con la velata indifferenza di chi non si preoccupa più di tanto se ti vedrà o risentirà. E' la prima cosa che mi ricordo di lui, lo sento ancora oggi. Dopo! "
Come spesso mi capita quando arriva il momento di parlare di un libro che mi ha segnata, mi tocca fare una premessa: è difficile. La stessa cosa mi capitò quando parlai di Dio di Illusioni della Tartt: allo stesso modo so che anche qui, tra queste righe, non riuscirò mai trasmettermi la totale essenza del libro. Questa non vale le mie parole, ma almeno spero che attraverso queste ultime, sarete spinti ad avvicinarvi ad Aciman e scoprire da voi l'incredibile dimensione di queste parole che vi cambierà per sempre.
La storia con Chiamami col tuo nome è iniziata pressoché qualche settimana fa, quando mi capitò di vedere il trailer del film omonimo che verrà trasmesso nelle sale italiane il 25 Gennaio, a seguito della lettura di qualche riga del romanzo pubblicata da un attore che seguo su Instagram e che non smettero mai di ringraziare, Miguel Ángel Silvestre.
Colpo di fulmine. Lacrime agli occhi.
E si, è stato un colpo di fulmine, talmente colpo di fulmine da decidere di acquistare l'ebook e iniziare la lettura. Questo accadde più o meno qualche giorno dopo, una sera tardi, quando decisi di prendere il mio e-reader in mano e iniziare ad immergermi in questo mondo nuovo. Lo feci con poche pretese; anzi, con la sfacciataggine di dire a me stessa:" Secondo me leggerò una storiella così. Sarà il film a renderla migliore". Come sempre accade con le cose che dico, mi sbagliavo.
E'passata esattamente una settimana dal momento in cui lo compresi, quando chiusi l'ultima pagina tra fiumi di lacrime, sul letto, col Kindle sulla pancia.
Chiamami col tuo nome parla attraverso la voce di Elio, diciassettenne italiano che vive a B. (città non precisata) con la sua famiglia in una grande villa vicino al mare. Insieme, ogni estate, ospitano un ristretto gruppo di aspiranti scrittori provenienti dall'estero che soggiorneranno in famiglia per approfondire gli studi della cultura italiana, approfittando anche della famiglia stessa, grandi cultori della letteratura nostrana, e non solo. A metà degli anni ottanta tocca ad Elio, ventisettenne proveniente da Chicago e professore all'università della Columbia e in procinto di scrivere un proprio libro, alloggiare a B. e fare la conoscenza di questa famiglia di letterati. Il tutto, in particolare, si concentra maggiormente sul profondo legame che ne nascerà con Elio.
"Avevamo trovato le stelle, tu e io. E questo capita una volta sola nella vita."
Ammettiamolo. Esistono una miriade di libri che parlano di storie d'amore.Ma quella in questione non è una storia nè che parla nè che racconta d'amore. Questo libro è amore: trascende il genere, l'età; le restrizioni sociali. Perché non si parla di un amore omosessuale e degli ostacoli che in genere questo ne comportava sopratutto negli anni ottanta, ma ci si lascia alle spalle tutto questo per offrire per la prima volta un affresco di quello che è solo amore.
Come fa a essere amore?
A, questo non so proprio rispondere. Credetemi, ci sono state delle parti in cui la scrittura di Acimen mi emozionava anche quando Elio descriveva la piscina di casa sua. Per questo dico che è amore.
Perché è un romanzo universale, così come quei telecomando che si adattano a qualsiasi tipo di televisione tu lo possa indirizzare. Ecco. Questo libro non importa chi tu sia, ma si adatta a te e ti dà il tipo di amore che tu sei pronto a ricevere.
Il romanzo, oltre ad avere questo eco romantico che incalza tutte le pagine, ha continui rimandi alla letteratura e all'arte italiana e internazionale. Dante, Virgilio, Omero, Hardy , persino gli stornelli romani incorniciano questo affresco degli ultimi anni del novecento; così come richiami alla musica classica, ai dipinti dei più famosi pittori di sempre (mi verrebbe da dire Van Gogh e la sua Notte stellata sul Rodano) , e ad alcuni dei più importanti siti di Roma e non solo (statua del Pasquino, via Santa Maria dell'Anima, ecc) .
Il romanzo è composto da quattro parti:
- Se non dopo, quando?
- La collina di Monet
- La sindrome di San Clemente
- I luoghi dello spirito
Ogni parte è raccontata con eccezionale maestria da Aciman, che fa di ogni parola una poesia (ogni parola è poesia!); ogni termine si trasforma in un elemento evocativo estremamente potetene, che non credo di aver mai visto (o meglio sentito) da nessuna altra parte.
"Mi fermai, e Oliver si fermò. « E' il giorno più bello della mia vita e io lo concludo vomitando.» Non mi ascoltava. Mi spinse contro il muro e cominciò a baciarmi, i fianchi contro i miei, le sue braccia che quasi mi sollevavano da terra. Avevo gli occhi chiusi, ma sapevo che si era interrotto per guardarsi intorno; poteva passare qualcuno. Io non volevo guardare. Che sia lui a preoccuparsene. Poi ci baciammo di nuovo. E, con gli occhi ancora chiusi, mi sembrò di sentire due voci maschili, voci anziane, che borbottavano qualcosa su di noi, ma guarda un po' quei due, dicevano, ai nostri tempi certe scene non si vedevano. Ma non volevo pensare a loro. Non mi interessava. Se non interessava a lui, tanto meno a me. Avrei potuto trascorrere il resto della mia vita così: con lui, di notte, a Roma, gli occhi serrati, una gamba avvinghiata alla sua. Pensai che ci sarei tornato nelle settimane o nei mesi a venire, perché quello era il nostro posto."
Questa credo sia l'immagine che vorrò portare più con me di questo libro, perché ha tutto. Tutto di
Elio e Oliver, del loro amore, della loro vita passata lontana gli uni dagli altri "come in coma o in una vita parallela". Del sesso, imponente prerogativa del loro rapporto, che nonostante possa sembrare un mero atto fisico che si brucia fra i due amanti, in realtà si rivela tutto fuorché quello.
Della vita che continua, imperterrita. Di questo amore che resta, sempre.
Cos'altro potrei ricordare poi di questo romanzo? Dei silenzi di Aciman, del tempo che scorre, di svolazzina , del costume rosso di Oliver e di tutti gli altri dai diversi colori che demarcavano un diverso cambio d'umore, delle espadrillas, di Roma, di B., di Marzia, Chiara e Viola, della cartolina cor cordium, del limitar del paradiso, "Se non dopo, quando?" , il celeberrimo Dopo! , della madre e del padre di Elio In particolare il padre gioca un ruolo fondamentale, che capisce tutto di Elio e Oliver e impartisce a Elio una grande lezione di vita:
" Rinunciamo a tanto di noi per guarire più in fretta del dovuto, che finiamo in bancarotta a trent'anni, e ogni volta che ricominciamo con una persona nuova abbiamo meno da offrire. Ma non provare niente per non rischiare di provare qualcosa...che spreco! [...] Come vivi la tua vita sono affari tuoi. Ma ricordati, cuore e corpo ci vengono dati una volta sola. La maggior parte di noi non riesce a fare a meno di vivere come se avesse a disposizione due vite, la versione temporanea e quella definitiva, più tutte quelle che stanno in mezzo. Invece di vita ce n'è una sola, e prima che tu te ne accorga ti ritrovi col cuore esausto e arriva momento in cui nessuno lo guarda più, il tuo corpo, e tanto meno vuole avvicinarglisi. Adesso soffri. Non invidio il dolore in sé. Ma te lo invidio, questo dolore."
Credo che sia questo il messaggio finale: un libro che si fa amore per parlare della vita.
Infatti, ripensando a questo romanzo, non ho solo l'impressione di ricordare a me stessa dell'amore vissuto da Elio e Oliver, ma anche di guardare dolorosamente ad una lezione che mi si è marcata sull'anima: vivi. Vivi sempre, anche se sembra sbagliato, un controsenso. Ma se è quello che senti, quello che vuoi, corri a prenderlo. Non stare lì impalato, che la vita è breve e i rimpianti è un attimo che si accumulano, e poi non hai modo di tornare indietro. Resteranno solo domande senza risposta, e un vuoto incolmabile che sarà riempito illusoriamente con le immagini di ciò sarebbe potuto essere.
Infatti, questo libro mi ha dato l'opportunità di vedere, a spese di Elio e Oliver, cosa diventa la vita se non proviamo a raggiungere i nostri sogni a discapito di quello che potrebbe dire la gente, di quello che potrebbe essere giusto o peggio, per una banale mancanza di coraggio.
La visione di tutto questo, sentire tutto questo sulla mia pelle e sotto, mi ha lasciata disarmata, indifesa, vulnerabile e sola , finché ne ho concluso che la lezione da marcarsi sul cuore per rendere giustizia ad Elio e Oliver è rincorrere sempre i nostri sogni, i nostri desideri, qualunque essi siano; insomma, vivere, sempre e comunque.
Forse, a scrivere questa recensione, ho capito la fonte delle mie difficoltà. In questo romanzo è tutto importante, e riportarvi solo delle parti non mi aiuta a rendere lui giustizia. Infatti non credo di averlo fatto. Dovete leggerlo, non c'è via d'uscita, perché se dopo tutti questi fiumi di parole io sono riuscita a trasmettermi almeno un terzo della sua reale bellezza, mi ritengo già abbastanza fortunata. E se ci sono riuscita, moltiplicate questo risultato per l'infinito: è questo Chiamami col tuo nome .
Potrebbe sembrare che io abbia già raccontato tutto, ma il realtà non è così. C'è molto, tanto, tantissimo altro. Ogni cosa, ogni parola assume un ruolo fondamentale; ogni gesto, anche il più piccolo, nasconde il percorso più grande, e nonostante io abbia già scritto così tanto, mi sembra di non ave detto nulla. Spero solo che almeno le mie parole vi aiutino a fare un passo verso questo romanzo, perché se non lo fate, rischiate di perdere l'opportunità di diventare, in meno di trecento pagine, un'altra versione di voi, e di cambiare le vostre vite per sempre.
E' il libro pèù bello che io abbia mai letto in tutta la mia vita.
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martedì 19 dicembre 2017
I migliori 5 libri letti nel 2017
Ecco a voi, signori e signore, i migliori cinque libri letti nel 2017.
Questo anno è stato pieno di rivelazioni letterarie e adesso sono pronta a condividerle con voi, per chiudere insieme. Iniziamo subito!
1. Dio di illusioni, Donna Tartt
BUR Rizzoli, 11€
Leggere Dio di Illusioni (recensione completa qui) è stato come essere sotto un incantesimo che è iniziato aprendo il libro ed è finito chiudendolo. Completamente stregata da ogni parola della Tartt; rapita dalle storie di questi cinque studenti del Veromont. Ugualmente è successo con Il Cardellino (recensione completa qui) , soltanto che in questo caso ho avuto la percezione di sentire la storia una volta finita la lettura.
2. Le braci, Sàndor Màrai
Adelphi, 10€
Tra filosofia ed empatia pura, si vive questo incontro tra due uomini che dopo quarant'anni si rivedono, ed hanno molto da dirsi. Avete capito bene.
Questo libro non si racconta e non si legge: si vive.
(recensione completa qui)
3. Incubo a seimila metri, Richard Matheson
Fanucci, 9.90€
Richard Matheson è stata la mia più grande rivelazione di questo 2017.
Restia ai racconti come sono, è riuscito a farmi restare incollata alle sue pagine e a farmi scoprire un nuovo volto della paura: non quello delle case
diroccate, non quello dei fantasmi, ma quello degli uomini.
La sua fama è nascosta dietro l'ombra di Stephen King, che lo ha definito
una della sue più grandi fonti d'ispirazioni, ma Matheson merita decisamente uno spazio tutto suo fra i nomi dei più grandi scrittori
di tutti i tempi (recensione completa qui).
4. L'identità, Milan Kundera
Adelphi, 11€
Una coppia. Un tema ricorrente: chi siamo? Possiamo
avere una doppia faccia agli occhi del mondo? E se si, quanto potrà mai
durare? Kundera, con la sue penna estremamente leggera ma incisiva,
compie questo ritratto sulla scia di un tema universale, l'amore, per poi distaccarsene e far finire il tutto in un vortice di incubo dal quale ci si risveglia madidi di sudore. (recensione completa qui)
5. Shutter Island, Dennis Lehane
Sperling, 14€
Per farvi capire che thriller fantasmagorico sia stato Shutter Island, vi dico che prima di leggere il libro vidi il film qualche anno prima. Saremmo portati a dire che gran parte del mistero e del gusto della lettura sia stato così già svelato, ma in realtà, nonostante il libro sia fedelissimo al film, è come leggere il tutto per la prima volta. Grande penna Lehane: una scrittura per nulla artificiosa ma del cristallina.
(recensione completa qui)
Questo anno è stato pieno di rivelazioni letterarie e adesso sono pronta a condividerle con voi, per chiudere insieme. Iniziamo subito!
1. Dio di illusioni, Donna Tartt
BUR Rizzoli, 11€
Leggere Dio di Illusioni (recensione completa qui) è stato come essere sotto un incantesimo che è iniziato aprendo il libro ed è finito chiudendolo. Completamente stregata da ogni parola della Tartt; rapita dalle storie di questi cinque studenti del Veromont. Ugualmente è successo con Il Cardellino (recensione completa qui) , soltanto che in questo caso ho avuto la percezione di sentire la storia una volta finita la lettura.
2. Le braci, Sàndor Màrai
Adelphi, 10€
Tra filosofia ed empatia pura, si vive questo incontro tra due uomini che dopo quarant'anni si rivedono, ed hanno molto da dirsi. Avete capito bene.
Questo libro non si racconta e non si legge: si vive.
(recensione completa qui)
3. Incubo a seimila metri, Richard Matheson
Fanucci, 9.90€
Richard Matheson è stata la mia più grande rivelazione di questo 2017.
Restia ai racconti come sono, è riuscito a farmi restare incollata alle sue pagine e a farmi scoprire un nuovo volto della paura: non quello delle case
diroccate, non quello dei fantasmi, ma quello degli uomini.
La sua fama è nascosta dietro l'ombra di Stephen King, che lo ha definito
una della sue più grandi fonti d'ispirazioni, ma Matheson merita decisamente uno spazio tutto suo fra i nomi dei più grandi scrittori
di tutti i tempi (recensione completa qui).
4. L'identità, Milan Kundera
Adelphi, 11€
Una coppia. Un tema ricorrente: chi siamo? Possiamo
avere una doppia faccia agli occhi del mondo? E se si, quanto potrà mai
durare? Kundera, con la sue penna estremamente leggera ma incisiva,
compie questo ritratto sulla scia di un tema universale, l'amore, per poi distaccarsene e far finire il tutto in un vortice di incubo dal quale ci si risveglia madidi di sudore. (recensione completa qui)
5. Shutter Island, Dennis Lehane
Sperling, 14€
Per farvi capire che thriller fantasmagorico sia stato Shutter Island, vi dico che prima di leggere il libro vidi il film qualche anno prima. Saremmo portati a dire che gran parte del mistero e del gusto della lettura sia stato così già svelato, ma in realtà, nonostante il libro sia fedelissimo al film, è come leggere il tutto per la prima volta. Grande penna Lehane: una scrittura per nulla artificiosa ma del cristallina.
(recensione completa qui)
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lunedì 18 dicembre 2017
Ultime letture #2
Eccoci di nuovo! Oggi continuiamo la lista delle ultime letture non ancora aggiornata a quelle attuali.
Senza cincischiare, riprendiamo subito!
Assassinio sull'Orient Express, Agatha Christie
Mondadori, 10€
★ ★ ★ ★
Tredici persone a bordo del più famoso treno d'ottocento e un delitto. Peccato ci sia anche Poirot a rovinar loro la festa e a scoprire le carte.
Anche in questo caso la penna della Christie è geniale, e a rendere la lettura più bella è il pensiero che ancora per qualche giorno potrete trovarne nelle vostre sale cinematografiche più vicine l'adattamento su pellicola.
Alcuni dei nomi del cast stellare? Johnny Depp, Penelope Cruz, Cate Blanchett...
La vedova, Fiona Barton
Einaudi, 18,50€
★ ★ ★
E' la storia di un uomo che cela alla propria consorte un lato oscuro
, convinto lei non ne sia mai entrata a conoscenza. Ma alla fine,
la vedova, saprà dare tutte le risposte.
E' un thriller ben scritto. Il problema è che non tiene alta la tensione
dal momento che tutto quello che ci viene svelato dalle prime pagine,
ci porta alla più ovvia delle conclusioni. Omicidio, pedofilia. Non amo
questa miscela, soprattutto per l'ultimo ingrediente citato, però alla fine
si rivela una buona prova della scrittrice che dimostra di saper affrontare
una'ottima analisi psicologica dei propri personaggi
E' il giallo che apre la serie dell'ispettore Morse, uno dei più importanti detective di fiction inglese. E' un deduttivo che ti porta a capire il colpevole più o meno nelle ultime centinaia di pagine, per poi scoprire che non è lui e spostare i propri sospetti su un altro, e via così fino alla fine.
Le ultime centinaia di pagine le ho trovate, per questo molto, avvincenti; peccato per quelle prima, dove sembrava Dexter volesse perdere un po' tempo.
Senza cincischiare, riprendiamo subito!
Assassinio sull'Orient Express, Agatha Christie
Mondadori, 10€
★ ★ ★ ★
Tredici persone a bordo del più famoso treno d'ottocento e un delitto. Peccato ci sia anche Poirot a rovinar loro la festa e a scoprire le carte.
Anche in questo caso la penna della Christie è geniale, e a rendere la lettura più bella è il pensiero che ancora per qualche giorno potrete trovarne nelle vostre sale cinematografiche più vicine l'adattamento su pellicola.
Alcuni dei nomi del cast stellare? Johnny Depp, Penelope Cruz, Cate Blanchett...
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La vedova, Fiona Barton
Einaudi, 18,50€
★ ★ ★
E' la storia di un uomo che cela alla propria consorte un lato oscuro
, convinto lei non ne sia mai entrata a conoscenza. Ma alla fine,
la vedova, saprà dare tutte le risposte.
E' un thriller ben scritto. Il problema è che non tiene alta la tensione
dal momento che tutto quello che ci viene svelato dalle prime pagine,
ci porta alla più ovvia delle conclusioni. Omicidio, pedofilia. Non amo
questa miscela, soprattutto per l'ultimo ingrediente citato, però alla fine
si rivela una buona prova della scrittrice che dimostra di saper affrontare
una'ottima analisi psicologica dei propri personaggi
L'ultima corsa per Woodstock, Colin Dexter
Sellerio Editore, 14€
★ ★ ★
Sellerio Editore, 14€
★ ★ ★
E' il giallo che apre la serie dell'ispettore Morse, uno dei più importanti detective di fiction inglese. E' un deduttivo che ti porta a capire il colpevole più o meno nelle ultime centinaia di pagine, per poi scoprire che non è lui e spostare i propri sospetti su un altro, e via così fino alla fine.
Le ultime centinaia di pagine le ho trovate, per questo molto, avvincenti; peccato per quelle prima, dove sembrava Dexter volesse perdere un po' tempo.
Mancarsi, Diego De Silva
Einaudi, 10€
★ ★ ★ ★ ★
Un breve racconto di meno di cento pagine che ci porta a vedere in che modo nascerà la storia d'amore che cambierà il resto delle vite dei nostri protagonisti.
Ma non è solo questo: De Silva, come sempre, approfitta della trama per approfondire altre riflessioni collaterali che da essa scaturiscono.
Uno stile che non potrà fare altro che rapirvi, come ha fatto con me.
Einaudi, 10€
★ ★ ★ ★ ★
Un breve racconto di meno di cento pagine che ci porta a vedere in che modo nascerà la storia d'amore che cambierà il resto delle vite dei nostri protagonisti.
Ma non è solo questo: De Silva, come sempre, approfitta della trama per approfondire altre riflessioni collaterali che da essa scaturiscono.
Uno stile che non potrà fare altro che rapirvi, come ha fatto con me.
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sabato 18 novembre 2017
Ultime letture #1
Riprendiamo subito con le ultime letture che non aggiorno da un bel po' .
Credo l'ultimo aggiornamento risalga alla letture estive, quindi mettiamoci subito sotto!
Per correttezza dividerò questo aggiornamento in due parti.
Dalle parti degli infedeli, Leonardo Sciascia
Adelphi, 10€
★ ★ ★ ★ ★
Con Sciascia non ci eravamo lasciati molto bene. Mi approcciai al suo A ciascuno il suo e, nonostante capì il suo messaggio, non riuscì a godere a pieno della lettura. Con Dalle parti degli infedeli invece ci siamo compresi benissimo. Ho trovato questo piccolo testo (meno di cento pagine) di denuncia sociale straordinario e illuminante.
La fattoria degli animali, George Orwell
Mondadori, 12€
★ ★ ★ ★ ★
Primo approccio con Orwell (si, non ho ancora letto 1984!) e la sua narrativa è davvero folgorante come la descrivono. La fattoria degli animali che nasce come una favola, in realtà è una cruda satira degli anni del totalitarismo che ben si presta a rappresentare anche l'omertà che contraddistingue la realtà di oggi. Quanto mi sconvolgerà, a questo punto, 1984?
L'Aleph, Jorge Luis Borges
Feltrinelli, 9€
★ ★
L'Aleph è una raccolta di racconti di uno dei più importanti esponenti della letteratura fantastica, J.L. Borges. Qui lo scrittore intreccia la più fervida immaginazione con episodi di storia e mitologia, che purtroppo non hanno incontrato il mio gusto personale. Credo che per comprendere questi racconti bisogna avere alle spalle un bagaglio culturale di altissimo livello in queste materie (nonché una grande passione per le stesse) altrimenti a pagarne il prezzo sarà la vostra godibilità rispetto la lettura.
Credo l'ultimo aggiornamento risalga alla letture estive, quindi mettiamoci subito sotto!
Per correttezza dividerò questo aggiornamento in due parti.
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Adelphi, 10€
★ ★ ★ ★ ★
Con Sciascia non ci eravamo lasciati molto bene. Mi approcciai al suo A ciascuno il suo e, nonostante capì il suo messaggio, non riuscì a godere a pieno della lettura. Con Dalle parti degli infedeli invece ci siamo compresi benissimo. Ho trovato questo piccolo testo (meno di cento pagine) di denuncia sociale straordinario e illuminante.
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Mondadori, 12€
★ ★ ★ ★ ★
Primo approccio con Orwell (si, non ho ancora letto 1984!) e la sua narrativa è davvero folgorante come la descrivono. La fattoria degli animali che nasce come una favola, in realtà è una cruda satira degli anni del totalitarismo che ben si presta a rappresentare anche l'omertà che contraddistingue la realtà di oggi. Quanto mi sconvolgerà, a questo punto, 1984?
L'Aleph, Jorge Luis Borges
Feltrinelli, 9€
★ ★
L'Aleph è una raccolta di racconti di uno dei più importanti esponenti della letteratura fantastica, J.L. Borges. Qui lo scrittore intreccia la più fervida immaginazione con episodi di storia e mitologia, che purtroppo non hanno incontrato il mio gusto personale. Credo che per comprendere questi racconti bisogna avere alle spalle un bagaglio culturale di altissimo livello in queste materie (nonché una grande passione per le stesse) altrimenti a pagarne il prezzo sarà la vostra godibilità rispetto la lettura.
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